31/07/2010

Paratico 25.07.2010

DOMENICA 25 LUGLIO 2010
AL TERMINE DELLA PROCESSIONE IN ONORE
DELLA MAMMA DELL’AMORE
NELLA SUA OASI IN
PARATICO (BRESCIA)

Figlioli miei cari ed amati, molti miei figli vivono nelle tenebre e nel peccato. Molti miei figli non danno più un senso alla loro vita, vivono come se Dio non esistesse. Quante sofferenze nel Cuore Divino di Gesù, quante sofferenze nel mio Cuore per questa umanità che si allontana sempre più dalla salvezza. Oggi, figli miei, vi affido un’intenzione di preghiera: pregate per i non credenti, pregate per quelli che non conoscono l’amore di Dio.
Vi seguo e vi benedico in nome di Dio che è Padre, in nome di Dio che è Figlio, in nome di Dio che è Spirito d’Amore. Amen.
Vi accolgo tutti sotto il mio manto e vi bacio. Ciao, figli miei.

 La Madonna è apparsa al suo strumento alle ore 15.35 sulla collina delle apparizioni
al termine della processione e durante la preghiera.
L’apparizione a Marco in occasione della quarta domenica è durata quattro minuti.
Marco ci riferisce che Maria era abbastanza sorridente ed indossava il suo abito tradizionale color oro
.


Divina Sapienza 20.07.2010

 

Sposa cara, sia gioia del cuore il tempo che passa e non tristezza, perché grandi cose devono ancora accadere per la gioia di coloro che in Me hanno saputo sempre confidare. Ho fatto delle Promesse e tutte le voglio mantenere, beato chi persevera fino all’ultimo e non si lascia prendere dallo sconforto per le difficoltà.

Mi dici: “Dolce Amore, quando l’uomo è felice ha sempre tanto bisogno di Te, ma quando è nella prova, ancora di più. Dolce Amore, fa sentire ad ognuno la Tua Presenza Viva e Palpitante, nessuno osi dire nel mondo: “Dio si è dimenticato di me”.

Sposa amata, sempre ti ho detto che, proprio in questo grande tempo, voglio rivelarMi sempre più a chi Mi ama per dare felicità al suo cuore. Questo ho detto e questo farò, Mi rivelerò per la gioia di chi tanto sospira e la consolazione per chi soffre con amore. Sposa cara, vede sempre meglio alla Mia Luce chi la desidera, chi la cerca e si apre ad essa. Non ha Luce chi l’ha rifiutata e continua a rifiutarla. Amata sposa, guai ai ribelli di questo tempo che si sono induriti nel male, ora sono come gli anoressici senza forze, se hanno detto: “No” continueranno a farlo, chi non ha voluto ascoltare le Mie Parole ancora lo farà, chi si è lasciato andare nell’onda fangosa del mondo, lì vorrà restare.

Mi dici: “Dolce Amore, le Tue Parole mi ricolmano di tristezza profonda. Certo cosa terribile è l’indurimento del cuore, ma Tu, Gesù adorato, Tu, Che sei l’Amore, non lasciare che “i macigni” restino sempre tali, spezza i cuori induriti ed entra in essi con Potenza”.

Sposa amata, questo non posso fare, perché non voglio fare; se così facessi renderei nullo il Dono sublime della libertà. Busso sempre alla porta del cuore, ma non la forzo per entrare, desidero che Mi venga aperta la porta spontaneamente, allora, entro e prendo possesso di quel cuore. Piccola Mia sposa, ho dato all’uomo la libertà e non la tolgo fino all’ultimo, egli Mi può dire di sì, Mi può anche dire di no.

“Dolce Amore – Mi dici – nel presente ho l’impressione che sono in gran numero i no e pochi i sì, mentre si avvicina la conclusione di una lunga era di pene e sacrifici”.

Sposa cara, le Grazie che i piccoli più piccoli supplicano, stretti vicino alla Madre Mia, scendono come pioggia fitta, come la neve che scendeva, per la tua gioia, nell’amato tuo paese, a larghe falde e copriva ogni cosa. Piccola Mia, chi vuole può avere, chi desidera può essere soddisfatto, ma non dimenticare che ho permesso anche al Mio nemico di giocare la sua carta: l’uomo deve essere attento alle scelte che fa, anche alle più piccole: esse preparano le più grandi, se uno devia nel poco, ancora di più farà nel molto.

Mi dici: “Dolce Amore, quando si assopisce la fede nei cuori, l’uomo si confonde sempre di più: non vede, non sente, diviene insensibile anche alla Grazia. Dolce Amore, Tu sai ogni cosa, Tu vedi ogni cosa: opera con Potenza sui cuori pur senza forzarli, lasciando intatta la libertà che non vuoi violare. Nessuno, nessuno, nessuno resti fino all’ultimo nel suo fango, ma volga supplice il suo sguardo al Cielo per avere Vita e non rovina, Vita in Te, Amore Infinito, e non rovina negli artigli del nemico, sempre più feroce perché il tempo gli sfugge”.

Sposa amata, non sono insensibile alle preghiere dei piccoli più piccoli, tutti Miei nel cuore, nella mente, nelle vibrazioni dell’anima. Ascolto, piccola Mia sposa, ascolto ed esaudisco. Il nemico, certo è molto feroce, ma può fare solo ciò che gli permetto e non altro, gli permetto solo quello che serve a realizzare il Mio Progetto.

Mi dici: “Ho ben compreso che Tu sei l’Architetto Sapiente, egli è l’operaio ed il manovale, nulla può fare che Tu non permetta. Questo, Dolce Amore, mi riempie il cuore di letizia, qualunque cosa accada dico: Gesù è l’Architetto Sapientissimo, il nemico è il manovale che deve stare all’obbedienza. Dolce Amore, opera secondo la Tua meravigliosa Logica, secondo la Tua Sapienza, si compia in ogni uomo sempre la Tua sublime Volontà”.

Sposa cara, questo dica ogni uomo con fiducia. Chi confida in Me mai sarà deluso. Resta nel Mio Cuore e godine le Delizie d’Amore. Ti amo.

Vi amo.    Gesù

 

25/07/2010

Medjugorie 25 luglio 2010

"Cari figli, vi invito di nuovo a seguirmi con gioia. Desidero guidarvi tutti a mio Figlio e vostro Salvatore. Non siete coscienti che senza di Lui non avete gioia e pace e neanche futuro e vita eterna. Perciò figlioli, approfittate di questo tempo di preghiera gioiosa e abbandono. Grazie per aver risposto alla mia chiamata."

http://www.medjugorje.hr/

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24/07/2010

Due giorni a casa di Marija Pavlovic

Sul taxi da Spalato a Medjugorje l'aria condizionata non funziona. Il termometro sfiora i 35 gradi e il viaggio che mi attende è di due ore circa. I chilometri da percorrere sono solo 128, ma le strade rocciose, rovinate dalla guerra, sono ancora in costruzione. L'aereo è atterrato in ritardo e non c'è tempo per mangiare. Fra una collina e l'altra compaiono paesi di poche e vecchie case. Pare un altro mondo, dimenticato da Dio e dagli uomini. È così che ti aspetti Medjugorje: una Nazaret povera, nutrita solo di fede e pace. Invece all'arrivo i bar, gli alberghi, i taxi e i negozietti di gadget ti fanno piombare nel turismo consumista di sempre. Il tassista annuncia una cifra più alta del previsto, ma il pensiero dell'albergo a quattro stelle dove riposare consola. Alla reception, però, la signorina si scusa: «La tua stanza è occupata da un altro pellegrino». Domani è il 2 di luglio e c'è l'apparizione della veggente Mirjana, a Medjugorje c'è il tutto esaurito. La fame, la stanchezza e l'ansia per il poco tempo disponibile vincono. Il moto nervoso esce incontenibile. Visitando un luogo santo come questo, uno si prepara ad avere qualsiasi reazione, tranne questa. Ti chiedi perché. Con scandalo.
Ma non c'è tempo, bisogna raggiungere la veggente Marija per l'intervista. Al telefono la donna non risponde. Trovo il marito al cellulare: «Fatti portare qui dal taxi. A piedi ci vuole almeno una ventina di minuti, mezz'ora con la valigia». L'autista vuole cinque euro, che per tre minuti di strada non li chiedono nemmeno a Milano, ma l'emozione davanti al cancello affollato della veggente fa mandare giù tutto. Suoni ed entri, invidiata dai passanti. Stai per vedere l'eccezionalità in faccia, pensi. Apre una ragazza alta, bionda e con gli occhi azzurri. «No, non sono la figlia di Marija, sono un'amica», dice. Si chiama Silvia. Nella stanza a fianco, c'è invece una donna in pantaloncini, maglietta e occhiali da sole in testa. Mentre parla al telefono ti abbraccia, ti fa sedere in sala e ti porta da bere. La casa è piena di gente. Qualcuno gioca a pallone in giardino. Mentre una signora in grembiule trasporta ceste di panni da lavare, scorgi un frate passare per il corridoio. Un ragazzo francese si presenta. È Alexander, anche lui un amico della veggente. Chissa dov'è lei? La donna che ti ha fatta accomodare attacca la cornetta: «Benedetta sei tu! Ciao, sono Marija!», urla. "Era lei - ti dici - e com'è normale".

«Chiedimi quello che vuoi»
Cerchi di passare subito all'intervista per non far perdere tempo a una persona indaffarata: qui c'è gente che sicuramente avrà bisogni più seri. Ma lei ti blocca prima: «Perché sei qui? Non si viene mai per caso». Liberata, non sai bene come, tiri fuori tutto quanto porti addosso. Hai con te la foto di Caterina Socci, la ragazza in coma che suo padre Antonio ha chiesto di dare a Marija perché la ponga davanti alla Madonna durante l'apparizione quotidiana. La veggente guarda l'immagine intensamente e vuole sapere tutto di Caterina, mentre mostra la foto ad Alexander e Silvia come fosse sua figlia. Racconta anche che «quelli di Comunione e Liberazione furono i primi a sostenerci. Raccolsero le firme per il nostro parroco incarcerato dal regime». «E tu come stai Benedetta?», chiede di nuovo. A questa insistenza senti di poter affidare tutto. Allora decidi di osare. Consegni anche una seconda foto. È di una persona per cui chiedi il miracolo da troppi anni. Dopo una carezza Marija ascolta: «Forza, chiedimi quello che vuoi».
Domandi cosa pensa la Madonna di un Papa tanto provato e della sua Chiesa. «Ci ha detto che il Papa è il suo figlio prediletto. Ed è un bene quanto sta succedendo, perché il male che sta venendo fuori sarà pulito e trasformato in bene». Marija ripete che Dio è da mettere al primo posto, che la preghiera personale fa diventare tutta la vita una domanda e un riconoscimento dell'amore di Dio in qualsiasi volto o cosa da fare: «Per esempio, io mi devo occupare della parrocchia che Maria mi ha affidato», spiega con barattoli di conserve in mano e con il figlio che le tira la maglia. Poi risponde alla quarta telefonata dicendo di essere occupata, mentre il citofono suona di continuo. Chi non crede alle apparizioni rinfaccia alla veggente di non essere entrata in convento. «Ci provai, ma incontrai una congregazione lontana da Dio. Si vede che non era la Sua volontà», risponde. Come tutti Marija è libera, è passata attraverso le difficoltà e ha dovuto fare scelte difficili, «ma sempre chiedendo alla Madonna di vedere i segni e accompagnarmi». Le chiedi perché è così lieta nel versare l'acqua, nel rispondere al citofono e nel soffrire per le cose dolorose che le hai appena raccontato. «Perché Lui è dentro queste cose. Anche se in questo mondo, che ha rifiutato Dio, pare astratto crederlo. Ma Lui c'è e ci ama. È questa la conversione che ci chiede Maria: "Guardate bene i segni e Lo vedrete", ripete».
Ma che fare quando la libertà è ferita, come quella di tanti ragazzi vittime di un'educazione disumana? «Io ho visto gente completamente persa cambiare nell'incontro con Dio. Gli educatori non devono avere paura di proporre la fede. I giovani aspettano questo. Tante volte significa chiedere un lavoro faticoso, come quello dei ragazzi della mia amica suor Elvira della comunità Cenacolo, che attraverso la preghiera ha guarito milioni di ragazzi».

19.45, ecco la Vergine
Marija non resiste e si rimette a far domande. «So che sei tu la giornalista, ma che fai con le valige in mano?». Le spieghi che non sai dove dormirai. La donna alza di nuovo la cornetta. «Puoi andare a dormire con Silvia da mia sorella. Vive qui a fianco. Mentre Alexander ti terrà un posto in prima fila per l'apparizione di Mirjana che avverrà giusto domani davanti a casa». Se in albergo ci fosse stato posto, pensi, te la saresti persa. «Vai a posare le valige, poi torna. Faccio venire un frate, voglio per te una benedizione speciale e resti qui a casa mia per l'apparizione di oggi». Dopo la benedizione ci si sposta in cappella. Marija arriva elegantissima: «È come l'appuntamento con l'innamorato», sussurra. Intanto, ti tira sull'altare a fianco a sé. Non ci puoi credere, visti i tanti malati e la gente che le ha chiesto di esserci. In ginocchio, pone le foto a terra. Sono le 19.45. La Vergine appare puntuale alla veggente, che sembra cambiar volto. Ci si sente nudi, radiografati. Finita l'apparizione, Marija ci dice che la Madonna ci ha guardati dentro e ha benedetto le nostre cose. La ringrazi e le chiedi, come d'accordo, le foto benedette da consegnare a casa. «No, queste restano con me finché non strappiamo i due miracoli». Ma li strappiamo? «Sì che li strappiamo. Voi andate avanti a pregare!». Poi scrive una lettera per la persona per cui hai chiesto il secondo miracolo e saluta.

Salvata dalla paralisi
La sera, a cena con Silvia, ci sono anche Vincenzo, Domizia, Mario e Alexander. Si sono conosciuti tutti lì da poco, ma si ride e si parla di sé come ci si conoscesse da sempre. Vincenzo si è convertito dopo essere stato portato qui da un amico della comunità Cenacolo. Silvia ha problemi con la figlia e vuole affidare tutto alla Vergine. Mario è a Medjugorje da sei anni: «Suor Elvira mi ha fatto da mamma. Ora sono uscito dalla comunità e lavoro in questo locale. Senza di me i pellegrini impazziscono», spiega ironico. Alexander invece fa parte di una comunità Medjugorjana nata in Alabama. È francese, ma lavora in America da quando «qui ho incontrato Dio. E vorrei che venissi a conoscere il mio movimento, tu che parli tanto del tuo!». Partiresti anche subito, rispondi, non fosse per i soldi. Ma Alexander, oltre a pagare la cena a tutti, insiste: «Sarebbe tutto a mie spese». Poi ti rivolgi a Silvia. Marija ha insistito perché intervistassi anche lei. «Il 24 giugno 2005 sono arrivata qui in carrozzina», racconta. «Avevo le gambe atrofizzate e crisi epilettiche continue. La mia fede era formale. Durante l'apparizione del veggente Ivan sono caduta a terra, ho sbattuto la testa sui sassi, ho sentito una voce dolcissima e mi sono alzata in piedi. Oggi Dio è diventato un compagno quotidiano. Oltre alla guarigione è questo che mi rende più felice».
Il giorno seguente, all'apparizione di Mirjana, impressiona come il volto della veggente, stanco e afflitto, si trasfiguri durante l'estasi. Poi la Vergine se ne va e lei scoppia in lacrime, non perché la Madonna abbia detto qualcosa di brutto, ma perché, come spiegava Marija, «è sempre uno strappo quando va via». Tanto più per Mirjana che, come Ivanka e Jakov (gli altri due veggenti che già hanno ricevuto il decimo segreto), ha solo apparizioni annuali o mensili. Mentre Marija, Ivan e Vicka incontrano la Madonna quotidianamente. Sarà così finché la Madonna chiederà di rivelare i segreti a don Peter Ljubicic, che li annuncerà al mondo tre giorni prima della loro attuazione. Il messaggio della Madonna a Mirjana per le migliaia di fedeli presenti viene letto subito: «Cari figli, la mia chiamata materna che oggi vi rivolgo è di verità e di vita. Mio Figlio, che è la vita, vi ama e vi conosce nella verità. Per conoscere e amare voi stessi dovete conoscere mio Figlio, mentre per conoscere ed amare gli altri dovete vedere in essi mio Figlio. Perciò, figli miei, pregate, pregate per comprendere e abbandonarvi con spirito libero, per trasformarvi completamente ed avere in questo modo il Regno dei Cieli nel vostro cuore sulla terra. Vi ringrazio». I volti delle persone per cui hai pregato per due ore riaffiorano uno a uno.

Essere il figlio della veggente
Prima di ripartire Marija chiede di passare a salutarla. Sta facendo le pulizie estive. Con uno straccio che sventola, ripete: «Il punto non è cercare cose straordinarie, ma vivere l'istante cristianamente». Le confessi che ti sei sentita a casa, che nonostante il poco tempo tutto è filato perfettamente, mentre all'inizio ti eri perfino arrabbiata. Cercavi di far quadrare il viaggio che invece andava al rovescio. «Era per farti capire, in piccolo, cio che è vero sempre. Quel che ha in mente Lei è più grande di noi. La storia è in mano a un Altro, e come Maria ci dice e ha fatto, basta farsi portare». Giovannino, il figlio più piccolo di Marija, saluta: «Ciao giornalista, vado con papà». Papà è un manager italiano, ma oggi lavora in bermuda a petto nudo fuori nel campo. Seguìta dal piccolo al cancello, gli domandi com'è essere il figlio di una veggente, cercata da tutti. Scrolla la mano come un adulto: «È un po' un casino, ma almeno sono famoso». Tornando a casa guardi i gingilli nei baracchini, i pellegrini fin troppo esaltati dall'apparizione mattutina, il tassista che fa la cresta («ma ho fatto il soldato e la fame durante la guerra dei Balcani»), la tua arrabbiatura iniziale, e tutto appare diverso. Più reale. Si può strumentalizzare anche la Madonna. Ma, come dice Marija a proposito degli eccessi di spiritualismo e di certi scandali nati qui da alcuni gruppi di preghiera, «Se non fossimo uomini normali con i difetti annessi nessuno capirebbe che qui è Lei a guidarci». L'aereo è di nuovo in ritardo, forse è stato cancellato e partirai il giorno dopo. Sorridi e aspetti.

Benedetta Frigerio www.tempi.it giugno 2010

22/07/2010

La Madonna piange a Taranto!

E' di questi ultimi giorni la notizia apparsa su un quotidiano locale "Taranto sera" relativa alla lacrimazione di una statua della Madonna, sita nella Chiesa di Sant'Antonio di Taranto.

Chiaramente è tutto da accertare.

La statua è attualmente liberamente esposta.

Ieri abbiamo appurato che, guardando gli occhi della Madonna, il sinistro si mostra opaco mentre il destro appare "vivo e gonfio di lacrime". I due occhi hanno attualmente un colore differente: il sinistro chiaro e opaco, il destro scuro apparentemente reale.

Non si è al corrente, al momento, di dichiarazioni della Chiesa locale.

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Benedetta

15.07.2010 La vita nuova

 

 

Mio piccolo figlio,

che hai risposto alla chiamata del tuo Dio, tu hai ricevuto una nuova vita spirituale.  

Dice Gesù : “In verità, in verità ti dico, se uno non rinasce dall'alto, non può vedere il regno di Dio”.(Giovanni 3,3) e l’apostolo Paolo aggiunge: “la nostra cittadinanza è nei cieli” (Filippesi 3,20). Tu sei un cittadino del Regno di Dio, se hai rinunciato alla cittadinanza nel regno di questo mondo.

 

Quando un bambino nasce non è autosufficiente: agli inizi egli riconosce la voce della mamma e di chi gli sta intorno, ma vede in modo confuso. Poi i suoi sensi maturano ed egli vede bene, impara ad afferrare gli oggetti e a muoversi con agilità; poi impara a camminare e tutte le altre cose che lo porteranno, nel tempo, alla maturità come persona. Occorrono circa 18 anni perché un neonato diventi un adulto. Allo stesso modo, nella vita spirituale, c’è un percorso di conoscenza di Dio e delle sue Vie perché il cristiano da neonato diventi maturo.

 

Fin dagli inizi del cammino la Parola di Dio è latte che nutre, forma e fa crescere i sensi spirituali, perché il cristiano impari a vivere ed operare nel Regno di Dio. E’ necessario che il nuovo nato alla grazia sia umile e si lasci aiutare dai fratelli più grandi nella fede. E’ proprio come in una famiglia della terra, in cui i fratelli più grandi aiutano i più piccoli.

Tu sei un membro della Famiglia di Dio. I cittadini del Regno non sono vincolati a chiese e campanili per pregare (stare uniti al Cielo) perché, come disse Gesù: “ il regno di Dio è in mezzo a voi” (Luca 17,21) e quindi la comunicazione può e dovrebbe essere ininterrotta.  L’apostolo scrisse : “Pregate inoltre incessantemente con ogni sorta di preghiere e di suppliche nello Spirito, vigilando a questo scopo con ogni perseveranza… (Efesini 6,18). L’accusatore, infatti, cerca con molte astuzie di allontanarti da Dio e tu sei chiamato a combattere la buona battaglia della fede ed essere vincitore per mezzo della grazia che è stata effusa nel tuo cuore.

 

E’ scritto : “Così dunque voi non siete più stranieri né ospiti, ma siete concittadini dei santi e familiari di Dio, edificati sopra il fondamento degli apostoli e dei profeti, e avendo come pietra angolare lo stesso Cristo Gesù. In lui ogni costruzione cresce ben ordinata per essere tempio santo nel Signore; in lui anche voi insieme con gli altri venite edificati per diventare dimora di Dio per mezzo dello Spirito. (Efesini 2,19-22)

 

Ti è chiesto di crescere fino alla maturità spirituale. Cristo Gesù ha bisogno di te per attirare altre anime al Regno, perchè Dio sia glorificato sulla terra.

Tutto segue un ordine, secondo il Piano di Dio, che vuole che tutti si salvino.

 

Vivere la vita nuova comporta la continua rinuncia delle logiche del mondo. Come è scritto:

“Non amate né il mondo, né le cose del mondo! Se uno ama il mondo, l'amore del Padre non è in lui” (1 Giovanni 2,15). Per vivere nel Regno è necessario che tu sia disposto al cambiamento radicale della tua vita. Ricorda che il Cielo è stato aperto per te dal Sangue Preziosissimo di Gesù Cristo e potrai dimorarvi in eterno. Già da ora puoi e dovresti essere in continua ricerca “delle cose di lassù” (Colossesi 3,1) ed operare quaggiù come servo del tuo Signore.

 

Il tuo compito di cittadino del Cielo è di fare le opere del Padre, per mezzo della grazia e della potenza che ricevi dallo Spirito Santo. Non fermarti dunque al latte spirituale, ma ricerca il cibo solido, perché la tua fede divenga sempre più forte e il tuo spirito saldo.

Chi cerca trova (Luca 11,10).

 

Figlio mio, perché dimentichi così spesso che sei mio figlio e che già vivi spiritualmente nel mio Regno? Cerca la mia Volontà e troverai il tuo paradiso interiore, dove Io abito e dove voglio regnare insieme a te.

 

Figlio mio, ti amo.

                                                                                     Dio, tuo Padre

 

Notizia da Medjugorie: sembra che ....

..... la Comunità “Oasi della Pace” a Medjugorje non c’è più solo per un atto di ubbidienza verso il vescovo della diocesi Ratko Peric che ha notificato ai membri della stessa di andarsene dal territorio della diocesi medesima. Sempre il vescovo ha già notificato da qualche tempo alla Comunità di Suor Elvira di non tenere più il Santissimo Sacramento presso le loro strutture. Per chi non lo sapesse persino Fra Jozo Zovko ha subito procedimenti disciplinari da parte del vescovo (come divieto di confessare, presiedere l’Eucarestia, ecc..). ....

Per gli utenti del blog:

siete a conoscenza di tutto ciò? Si invita a dare conferma, smentita o anche solo un commento

13/07/2010

Benedetta

26.06.2010 La vista dell’anima

 

 

“Allora preso il cieco per mano, lo condusse fuori del villaggio e, dopo avergli messo della saliva sugli occhi, gli impose le mani e gli chiese: «Vedi qualcosa?». Quegli, alzando gli occhi, disse: «Vedo gli uomini, poiché vedo come degli alberi che camminano». Allora gli impose di nuovo le mani sugli occhi ed egli ci vide chiaramente e fu sanato e vedeva a distanza ogni cosa.” (Marco 8,23-25)

 

 

Piccolo amico,

 

avrai notato che, tra i miracoli citati nel santo Vangelo, solo questo sembra compiuto in due fasi. Ti sei chiesto il motivo ? Ti sei chiesto cosa Io voglio insegnarti per mezzo di questo miracolo?

Tu sai bene che la mia onnipotenza è immutabile, quindi da parte Mia non c’era la necessità di due interventi consecutivi.

Questo cieco non aveva una fede sufficiente per accogliere la grazia della guarigione nel solo primo intervento. Io sapevo che poteva riacquistare completamente la salute, per questo ho aspettato i suoi tempi.

 

Come in parallelo, prova a considerare la vista dell’anima che ha fede o la cecità dell’anima incredula a riguardo delle “cose di lassù”. (Col.3,1)

 

Anche con te uso pazienza, perché la mia grazia di guarigione è potente, ma tu la ricevi non in due fasi, ma con la gradualità, spesso lenta, che necessita alla debolezza della tua fede.

Ti sei chiesto quali potrebbero essere stati i pensieri del cieco? Tu, al posto suo, cosa avresti pensato? Forse ti saresti chiesto come mai Io guarivo tutti con immediatezza e, invece, nel tuo caso si era verificata una guarigione parziale. Forse avresti messo in dubbio la mia potenza, o forse ti saresti sentito indegno. Avresti cercato di comprendere, facendo troppi ragionamenti.

 

Il cieco fu umile e sincero nell’affermare il nuovo stato in cui si trovava. Egli pensava che, se aveva già ricevuto tanto, poteva ricevere anche di più. Il primo mio Intervento, anche se sembrava incompleto, fece crescere la sua fede quel tanto che bastava perché il miracolo si compisse nella guarigione completa.

 

La Parola dice : “egli ci vide chiaramente e fu sanato e vedeva a distanza ogni cosa”.

Riferendomi alla vista spirituale, cioè quel tipo di “vista” che viene dalla fede, ti chiedo: Tu, cosa vedi? Credi di vederci bene oppure no?

 

La situazione di vedere poco è tipica dei molti cristiani che non sono né freddi né ferventi. Vivono la loro poca fede con insoddisfazione. Si sentono guariti a metà e lo sono perché vogliono credere che Io sia il loro Salvatore, ma non hanno chiarezza di come lo sia nella loro vita. Sono spesso tristi perché si sentono indegni e, nel momento della prova, mettono in dubbio la verità che sono salvati per mezzo della fede e non per i loro meriti.

 

La conversione è un processo di guarigione progressivo (a volte molto lento) nella maggior parte delle anime, e  questo accade perché avete paura ad accogliere la chiamata radicale del Vangelo: per questo molti cristiani vivono per lunghi periodi nell’incertezza e nella tristezza. Non sanno trarre vantaggio dalle prove che Dio mette sul loro cammino e si fermano, piagnucolosi, davanti agli ostacoli, dimenticando che con Me è possibile superare agevolmente ogni difficoltà.

 

Troppo spesso la Buona Novella non viene predicata o accolta nella sua interezza. Troppo spesso viene insegnata una dottrina di soli meriti e i miei poveri figli, che sono peccatori, si sentono indegni di avvicinarsi a Me. Eppure è scritto che Io vengo per coloro che si sentono peccatori e che sono i malati ad avere bisogno del medico e non i sani.

Voglio anche sottolineare che le esigenze del Vangelo sono precise e non tollerano accomodamenti, e dico beati coloro che ascoltano e rispondono nel loro cuore senza riserva alcuna. Essi sono benedetti e giungeranno alla completa guarigione dell’anima, cioè alla gioia piena che Io prometto ai miei amici.

Coloro, invece, che scelgono la loro via e non la Mia Via, rimangono delusi, sempre.

 

Se nella tua vita cristiana c’è instabilità e tristezza, significa che non hai una visione abbastanza chiara, nel momento presente, delle verità soprannaturali. Rimani alla mia Presenza, con umiltà, e non rifiutare di proseguire la cura che il Medico Divino ti somministra, giorno dopo giorno, in sottomissione al tuo Signore, per ottenere la chiarezza che cerchi e la gioia a cui aneli.

 

Chiedi la visione chiara della salvezza che Io ti ho guadagnato sulla Croce, pagando il prezzo del mio Preziosissimo Sangue. Accogli la Verità e cammina umilmente secondo lo Spirito Santo che ti è stato donato.

 

Vieni a Me per ricevere il “collirio per ungerti gli occhi e ricuperare la vista” (Apocalisse 3,18)

 

Il Volto di Dio non è lontano da te.

 

Ti amo.

                                              

Gesù Redentore

Benedetta

02.07.2010 L’ora della chiamata

 

 

Figlio mio,

 

che hai accolto il dono della conversione dopo molti anni vissuti nel mondo e nel peccato, non avere in te vani rimpianti se ti sei arreso al mio Amore in età matura. Non essere troppo  dispiaciuto del tempo trascorso lontano dalla fede e non rimuginare, accusandoti, per la tua passata schiavitù alla vanità del mondo. Non continuare ad infierire contro di te, perché Io ti ho perdonato ed ho dimenticato tutti i tuoi peccati. Non lasciarti prendere dalla tristezza e dallo scoraggiamento a causa del tuo passato.

 

Il nemico della tua gioia sferra contro di te i suoi attacchi, per farti sentire indegno della Misericordia che hai ricevuto e farti rinnegare la fede che si sta radicando nel tuo cuore. Lui vuole farti tornare indietro, mentre Io ti invito a proseguire serenamente il tuo cammino insieme a Me. Il nemico è menzognero, mentre Io sono Verità, lui vuole il tuo male, mentre Io voglio il tuo Bene. Stai attento alle tue scelte: accogli il mio Amore in semplicità di cuore e non torturarti con troppi ragionamenti.

 

Vivi il momento presente, perché nulla puoi aggiungere o togliere al tuo passato. Quello che conta è l’oggi e il rapporto che oggi tu hai con Me, il tuo desiderio di essere un operaio del Regno, una pietra viva della Chiesa. Vivi in pienezza il tempo presente, accogliendo la grazia del momento; vivi nella fede, rendendo testimonianza del Perdono ricevuto, perché altri fratelli, per mezzo della tua testimonianza, si avvicinino al Trono della Misericordia.

 

Io sono Onnipotente e so dare giusta ricompensa anche agli operai dell’ultima ora. (Matteo 20,1-16)

 

Che dire dell’apostolo Paolo? Lui stesso scrive: “Inoltre (Cristo) apparve a Giacomo e quindi a tutti gli apostoli. Ultimo fra tutti apparve anche a me come a un aborto. Io infatti sono l'infimo degli apostoli, e non sono degno neppure di essere chiamato apostolo, perché ho perseguitato la Chiesa di Dio. Per grazia di Dio però sono quello che sono, e la sua grazia in me non è stata vana; anzi ho faticato più di tutti loro, non io però, ma la grazia di Dio che è con me.” (1 Corinzi 15,8-10)

 

Paolo si rammaricò di essere stato l’ultimo a conoscere Me. Gli altri apostoli, infatti, furono con Me dal principio alla fine del mio Ministero terreno, ascoltarono i miei Insegnamenti, camminarono con Me, pregarono con Me, videro i Miracoli e parteciparono all’ultima Cena.

Non erano lontani durante la Passione, la Morte, la Sepoltura. Mi videro ascendere al Cielo e apparire a loro più volte dopo la Risurrezione.

 

Paolo, invece, a quel tempo stava facendo il suo percorso di vita che lo portò a perseguitare la Chiesa di Dio. Io conoscevo la rettitudine del suo cuore, che si manifestò con pienezza tra le genti quando, dopo essere stato da Me chiamato, rispose con tutto l’ardore del suo cuore e divenne un pilastro della mia Chiesa, un’Icona della Verità, un Capolavoro di Grazia.

 

Con questo voglio ricordarti che Io non faccio differenze e anche l’ora della chiamata alla fede ha una logica che tu non puoi conoscere. Sei chiamato a camminare nella fede, perché non puoi conoscere i Piani del tuo Dio nel loro meraviglioso Splendore.

 

Fidati di Dio oggi, abbandonati all’Amore di Dio oggi, vivi per Iddio, con Dio e in Dio oggi.

 

 

Ti ho sempre amato, ti amo e sempre ti amerò.

 

 

Gesù Misericordia

 

Benedetta

04.07.2010 Gli imprevisti

 

 

Piccola e fragile anima,

perché ti agiti e stai in ansia di fronte agli imprevisti che sconvolgono il tuo quotidiano?

Perché le prove che ti colgono di sorpresa hanno il potere di vincere la tua fede?

 

Tutto quello che è imprevisto per te, non lo è affatto per Me, che sono tuo Padre e che dispongo ogni giorno della tua vita con Sapienza. Io ho previsto, nel mio Amore, la prova che ho messo sul tuo cammino in questo specifico momento, così come le prove che sono state finora e quelle che devono ancora venire. Ogni cosa che ti accade è sotto il mio Controllo, ogni avvenimento, anche il più piccolo, avviene sotto il mio Sguardo. Non avere paura.

 

Tu puoi dominare te stesso per mezzo della fede, cioè puoi non lasciarti dominare dagli eventi e vivere nella Pace che supera ogni intelligenza.

 

E’ scritto: “Tutto ciò che è nato da Dio vince il mondo; e questa è la vittoria che ha sconfitto il mondo: la nostra fede.” (1 Giovanni 5,4)

 

Mettere in pratica la Parola significa prodigarsi nell’amare Dio e il prossimo, ma significa anche vivere la fede che si professa, dominando le tentazioni e le paure che accompagnano le prove.

Tieni sempre in mano lo scudo della fede, con il quale puoi spegnere tutti i dardi infuocati del maligno (Efesini 6,16). Ogni giorno sei chiamato a combattere e vincere la buona battaglia della fede. Credi nel mio Amore per te, per i tuoi cari e per tutta l’umanità.

 

E’ scritto: Chi di voi, per quanto si affanni, può aggiungere un'ora sola alla sua vita? Se dunque non avete potere neanche per la più piccola cosa, perché vi affannate del resto? (Luca 12,25-26)

 

Credere in Dio significa pregare con fede come il salmista :

Io sono povero e infelice;

di me ha cura il Signore.

Tu, mio aiuto e mia liberazione,

mio Dio, non tardare. (Salmo 39,18)

 

Le prove ti affliggono quando la tua fede è debole, ma servono a fortificarla. Quando, invece, la tua fede sarà diventata salda, anche le prove saranno causa di gioia e di lode al tuo Dio.

Fidati di Dio, del suo Amore Fedele.

 

E’ scritto:

“ Sia benedetto Dio e Padre del Signore nostro Gesù Cristo; nella sua grande misericordia egli ci ha rigenerati, mediante la risurrezione di Gesù Cristo dai morti, per una speranza viva, per una eredità che non si corrompe, non si macchia e non marcisce. Essa è conservata nei cieli per voi, che dalla potenza di Dio siete custoditi mediante la fede, per la vostra salvezza, prossima a rivelarsi negli ultimi tempi.

Perciò siete ricolmi di gioia, anche se ora dovete essere un po' afflitti da varie prove, perché il valore della vostra fede, molto più preziosa dell'oro, che, pur destinato a perire, tuttavia si prova col fuoco, torni a vostra lode, gloria e onore nella manifestazione di Gesù Cristo: voi lo amate, pur senza averlo visto; e ora senza vederlo credete in lui. Perciò esultate di gioia indicibile e gloriosa, mentre conseguite la mèta della vostra fede, cioè la salvezza delle anime. (1 Pietro 1,3-9)

 

Ricorda che per Me gli imprevisti non esistono e che Io regno in Cielo e in terra.

 

Ti amo, piccola e fragile anima, e ti conduco ogni istante con Amore.

 

Dio, tuo Padre

 

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