28.05.2013: Lettera tra Cielo e terra

Padre mio, Tu dici :

“Siate sottomessi gli uni agli altri nel timore di Cristo.

Le mogli siano sottomesse ai mariti come al Signore; il marito infatti è capo della moglie, come anche Cristo è capo della Chiesa, lui che è il salvatore del suo corpo. E come la Chiesa sta sottomessa a Cristo, così anche le mogli siano soggette ai loro mariti in tutto.” (Efesini 5,21-24)

 

Non è facile comprendere la tua Parola e ancor più difficile è metterla in pratica. In questa società il desiderio di prevalere sugli altri è molto comune e, secondo le apparenze, i più deboli sono penalizzati e spesso soffrono per le angherie dei più forti. Di solito ci si sottomette solo se non c’è altra via d’uscita e, quindi, non per amore ma per forza.  Nelle famiglie non va molto meglio perché, spesso, l’egoismo prevale.

 Cosa dovremmo fare per comportarci in modo a Te gradito?

 

Prima di tutto devi considerare che il comportamento a Me gradito coincide con il vostro massimo bene, perché Io vi ho creati per la felicità, che potrete ottenere solo nella piena realizzazione di voi stessi: questo infatti è il mio Progetto. Fondamentalmente Dio compie tre Opere: Creazione, Redenzione e Santificazione. Tutte Tre queste Opere trovano compimento con la collaborazione della creatura.

 Dio creò l’uomo per primo perché avesse il primato su ogni cosa, anche sulla moglie, che trasse dal suo stesso corpo. Cosa deve significare questo per voi? Che il marito è capo della moglie, come ho detto, perché questo è l’ordine perfetto. Ogni donna può accogliere questa mia Volontà o ribellarsi ad essa: il libero arbitrio è onore e onere di ciascuno, come anche le conseguenze che ne derivano.

Considera, però, che Dio volle avere bisogno della donna per incarnarsi e gli diede una gloria incommensurabile. Dio non fa differenze e si occupa di dare gloria a ciascuno dei suoi figli, siano essi maschi o femmine. Tant’è vero che  l’uomo e la donna si completano vicendevolmente e trovano entrambi, unitamente e disgiuntamente, il loro compimento in Cristo Signore.

 Padre mio, sono donna e moglie. Oltre al mio vissuto ho ascoltato tante esperienze di vita e so quante difficoltà ci sono nel vivere quotidiano, perché noi non siamo sante e neppure i nostri mariti lo sono. Cosa dovremmo fare?

 Ognuno deve fare bene la sua parte. Se cominciamo a dire quale è il ruolo delle mogli, subito dopo diremo quale è il ruolo dei mariti. L’apostolo Paolo, che scrisse le mie Parole, sapeva quali sono le difficoltà vissute dalle coppie e subito indirizzò le mogli a servire i mariti come avessero servito il Signore.

Questa intenzione, di servire Dio, concretamente, nel quotidiano, è un gran mezzo di santificazione che l’apostolo riprende anche in altra occasione dicendo: “Sia dunque che mangiate sia che beviate sia che facciate qualsiasi altra cosa, fate tutto per la gloria di Dio.” (1 Corinzi 10,31)

 Le difficoltà maggiori sono date dal fatto che vostro marito è peccatore e non è come voi vorreste che fosse. Allora Io vi ricordo che anche voi siete peccatrici e non siete come vostro marito vorrebbe che foste. Tuttavia non dovete dimenticare che non siete buoni giudici e che Dio solo ha potere di giudicare. Il vostro Dio è un Dio che salva e vi invita ad essere misericordiosi, perché Lui è Misericordioso.

Chi di voi è capace di perdonare di vero cuore tutti i torti subiti?

Ecco, non c’è amore senza perdono, così come non c’è perdono senza amore.

Ogni giorno è un giorno nuovo, che deve iniziare nella pace e finire nella pace.

E’ bene dimenticare i torti subiti e, invece, ricordare il bene ricevuto.

 Siate sottomesse ai vostri mariti, perché così vuole il vostro Dio e seguiteli in tutto, tranne che nel peccato. Se qualcuna si sente “più avanti” nel cammino spirituale, ringrazi Dio e collabori con Lui anche per la santificazione del marito. Collaborare con Dio significa essere misericordiosi, come detto poc’anzi, perdonare sempre, umiliare se stessi per onorare gli altri.

 Collaborare con Dio per la conversione del marito è riconoscere che la grazia deve operare liberamente e non bisogna essere di ostacolo, come purtroppo a volte succede, quando le mogli hanno atteggiamenti che mi sono di insulto. Uno di questi è insistere troppo perché il marito vada in chiesa. Un altro è quello di avere il rimprovero facile. A queste donne Io dico:

 “Chi sei tu per giudicare un servo che non è tuo? Stia in piedi o cada, ciò riguarda il suo padrone; ma starà in piedi, perché il Signore ha il potere di farcelo stare. (Romani 14,4)

Puoi dubitare, forse, che tuo marito non sia mio servo? Non ho detto:

“Un solo Dio Padre di tutti, che è al di sopra di tutti, agisce per mezzo di tutti ed è presente in tutti.” (Efesini 4,6)

 Io mi servo di tutti e se ho voluto che il marito fosse capo della moglie ho le mie buone ragioni. Non tolgo all’uomo la dignità che gli ho conferito e dono grazia a tutti, secondo la mia Sapienza.

 Desidero che le mogli verso i loro mariti siano dolci, comprensive, umili, sempre pronte a rendersi utili per il bene della famiglia. Desidero che non parlino mai male ma sappiano dire parole buone per costruire e non per rovinare. Desidero che sappiano parlare bene quando è opportuno e che sappiano tacere quando è utile.  Desidero che preghino con retta intenzione e che diano potere alla loro preghiera, compiendo la mia Volontà giorno dopo giorno.

 Le mogli, dunque,  seguano il marito in tutto, tranne che nel peccato.

Chiedano sempre aiuto al Signore per fuggirne ogni occasione, che potrebbe macchiare la loro anima e il loro matrimonio, recando danno all’intera famiglia e non solo, perché il peccato ha molte conseguenze per molti.

 Siano sobrie in tutto, sia nella società che nell’intimità della casa e non dimentichino il rispetto del proprio e altrui corpo, quale tempio dello Spirito Santo.

 

Io guido la coppia servendomi di entrambi i componenti, ma principalmente del marito: lo sappiano le mogli e ne abbiano stima, perché Io ne ho stima.

Se cercano la Volontà di Dio nelle decisioni familiari, sappiano che Io la ispiro con più forza al marito. E’ anche vero che è necessario il dialogo e il confronto, con l’obiettivo di arrivare all’accordo, se non ci fosse subito. La coppia deve crescere in sapienza, per mezzo della crescita dell’unione degli sposi. La sottomissione di cui vi sto parlando, quindi, è umiltà che serve per la santificazione di entrambi. Infatti, anche lo sposo è chiamato ad umiliarsi, per innalzare la sposa. Tutto questo deve essere per amore.

 A questo siete chiamati: a vivere nella pace con tutti, specialmente con i familiari. Quando c’è pace e armonia tra gli sposi e le decisioni sono prese nell’amore, sono sempre nella mia Volontà.

Io vi guido per Vie che non conoscete e so operare grandi prodigi nei cuori, che di solito avvengono con gradualità. Voglio figli santi e famiglie sante.

 Padre Buono, grazie di essere come Sei. Io rendo testimonianza della tua Misericordia che ha operato grandi cose nella mia famiglia. Vorrei che tutti i miei fratelli credessero nel tuo Amore per tornare a Te, con fiducia.

 Rimani nella pace del tuo Signore.

Vi benedico e vi chiedo di benedire il vostro Dio con pensieri, parole ed opere.

                                      Dio, vostro Padre.

28.05.2013: Lettera tra Cielo e terraultima modifica: 2013-05-31T06:08:53+00:00da dio_amore

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