Domande e risposte, novembre 2011

Messaggio del 25 novembre 2011: ” Cari figli, oggi desidero darvi la speranza e la gioia. Tutto ciò che è attorno a voi, figlioli, vi guida verso le cose terrene, ma io desidero guidarvi verso il tempo di grazia perché in questo tempo siate sempre più vicini a mio Figlio, affinché Lui possa guidarvi verso il Suo amore e verso la vita eterna alla quale ogni cuore anela. Voi, figlioli, pregate e questo tempo sia per voi il tempo di grazia per la vostra anima. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”

“Cari figli…” è un messaggio che ci sprona all’ottimismo e in questo momento ce n’è proprio bisogno, è un momento di tristezza generale “…desidero darvi la speranza e la gioia.” La Madonna ci dà speranza e gioia e ce la dà facendoci guardare al cielo. ” Tutto ciò che è attorno a voi, figlioli, vi guida verso le cose terrene…” Se leggiamo i giornali, seguiamo le notizie trasmesse dalla radio o dalle televisioni, siamo portati a guardare il futuro con pessimismo: l’economia va a rotoli … la disoccupazione .. Certo, ci aspettano momenti difficili. Ciò che si sa dai messaggi dati dalla Vergine ai veggenti ci fa stare in allerta, sappiamo che non sono rose e fiori. Tuttavia sarebbe meglio guardare al futuro con ottimismo e non con pessimismo, perché alle volte ci preoccupiamo di mali che poi non vengono e allora è inutile preoccuparsi. La Madonna ci dà speranza e gioia perché il mondo “… vi guida verso le cose terrene, ma io desidero guidarvi verso il tempo di grazia…” L’insistenza particolare di questo messaggio è in questa frase. Lei ci invita alla speranza e alla gioia perché ci guida ad un tempo di grazia. Sappiamo infatti già dal messaggio di Fatima, dato nel 1917 che: “Alla fine il Mio Cuore trionferà, la Russia si convertirà, ci sarà un tempo di pace”, quindi non andiamo incontro ad un tempo terribile, ma verso il trionfo del Cuore Immacolato di Maria preparato da queste apparizioni mariane, che continuano da più di trenta anni. “…perché in questo tempo siate sempre più vicini a mio Figlio…” Quello che è importante è stare vicini a Gesù “…affinché Lui possa guidarvi verso il Suo Amore …” quindi amare il Signore con tutte le forze …. ma quanta serenità viene da questo fatto! Lui ci basta, è la nostra speranza, la nostra gioia e ci conduce “… verso la vita eterna alla quale ogni cuore anela…” Ecco noi sappiamo che i mali del presente sono limitati nel tempo, passano e quello che importa è la vita eterna che non finisce qui e il Signore ci vuole tutti in Paradiso felici; quando? Subito dopo la morte. Guardate che fretta ha Gesù con il ladrone pentito: “Ricordati di me”… “Oggi sarai con Me in Paradiso.” Subito! “Voi, figlioli, pregate e questo tempo sia per voi il tempo di grazia per la vostra anima.” In questo tempo di grazia cerchiamo di pregare di più, di collaborare con Maria alla salvezza del mondo, perché il Suo Cuore Immacolato trionfi, per la pace che ci ha promesso e che ci sarà. Prima ci sarà qualcosa che ci dispiace, ma con l’aiuto del Signore si è pronti a tutto. Ho sempre in mente un episodio che mi ha colpito. Due uomini erano ricoverati in ospedale nella stessa stanza, tutti e due con il cancro al cervello ed erano al limite della vita. Uno era uomo di fede, l’altro ateo. Soffrivano ugualmente, ma quell’uomo che aveva fede sapeva che quella sofferenza, offerta al Signore, serviva moltissimo sia alla propria salvezza che a quella delle anime dei peccatori, era utile e che era limitata nel tempo perché subito dopo la morte, sarebbe stato nella gloria del Paradiso. Per questo sopportava con serenità la sua sofferenza. Aveva ancora il coraggio di sorridere a quelli che lo andavano a trovare e a dimostrarsi fiducioso, sereno. Per l’altro, invece, la sofferenza era un assurdo, per lui dopo la morte c’era il nulla, voleva solo la vita e si ribellava con tutte le sue forze; in questo modo, la sofferenza che aveva diveniva molto più pesante, era inutile, era qualcosa di irrazionale, contro le sue convinzioni basate su come avere successo nella vita, sui soldi, su cose umane. Che differenza immensa! Gli interessi  per la vita terrena non devono essere un idolo. Sappiamo che il Signore vuole richiamare l’umanità al suo vero fine; adesso si è costruita un’umanità senza Dio in cui si guarda a tutto fuorché alla vita eterna che è la meta, lo scopo per cui viviamo. Un’insegnante di religione che viene spesso da me, molto buona e brava, la scorsa settimana ha introdotto nelle sue classi di scuola media un discorso sull’occultismo, sulle varie forme di magia come cartomanzia etc. I ragazzi erano attentissimi, mi diceva, e alla fine uno di loro ha quasi completato il suo discorso dimostrando di sapere quasi più di lei. Un ragazzo di 12 anni! Sapete quanto sono attaccati ad internet e alla televisione! E’ lì che spesso si distruggono le anime, altro che pensare al Paradiso, al Cielo che è la meta nostra! E se noi pensiamo al Cielo abbiamo la forza di superare le sofferenze di questa terra, abbiamo la forza di affrontarle con serenità, sapendo che per Dio hanno un grande valore quando vengono offerte, sapendo che sono limitate, perché poi ci aspetta la felicità del Paradiso. Ecco allora che questo è un tempo di grazia per la nostra anima perché ci si abitua sempre di più ai pensieri del Cielo. “Cristo è risorto”, ci dice San Paolo: “Guardate alle cose di lassù, dove Lui si trova e non date tanta importanza alle cose di questa terra dove tutto passa”. Ringraziamo il Signore per questo messaggio in cui la Madonna desidera portarci a considerare il valore della speranza e della gioia e anche della sofferenza, della vita eterna, del Paradiso che ci aspetta, così da avere la forza di sopportare le sofferenze. E ora passiamo alle domande. Ne ho una molto interessante e potrebbe “prendermi” tutto il tempo.
Don Gabriele Amorth

Domanda: Sono molto interessata alla storia del popolo ebraico. Prima veniva molto perseguitato anche dalla Chiesa. A Roma c’era il ghetto degli Ebrei, anche la stessa liturgia li chiamava “perfidi giudei” (come me lo ricordo bene: nella solenne orazione dei fedeli, il Venerdì Santo, si pregava per i perfidi giudei). Oggi sono diventati i fratelli maggiori. Giovanni Palo II° ha fatto scalpore andando in visita alla Sinagoga. Che cosa dobbiamo pensare? E’ ancora il popolo eletto? Quando si convertirà?
Don Amorth: Sono interrogativi interessanti che riguardano un popolo che indubbiamente ci sta a cuore. Fin dagli inizi, subito dopo il peccato originale di Adamo ed Eva, Dio ha annunciato ciò che doveva avvenire: “Porrò inimicizia tra te e la donna” (Dio ha visto Maria) “tra la tua stirpe e la stirpe di Lei”, (cioè Cristo), la stirpe di Maria, “ti schiaccerà il capo.” “Che cosa è venuto a fare Cristo?” Ci dice San Giovanni: “E’ venuto a distruggere le opere di Satana.” A un certo punto della storia del mondo, Dio ha scelto un popolo, da Lui particolarmente benedetto e guidato, nel quale sarebbe nato il Redentore. Tutta la storia ha come centro Gesù Cristo e anche la storia precedente alla nascita di Cristo è tutta orientata verso di Lui. Com’è cominciato il tutto? Con Abramo, Isacco, Giacobbe e i suoi dodici figli, che hanno dato origine alle dodici tribù di Israele. Era un popolo che Dio proteggeva, guidava, in una maniera particolarissima: diventati schiavi degli Egiziani li libera, ecco l’Esodo e il passaggio del Mar Rosso e poi il grande patto del Sinai. Dio stabilisce l’Alleanza definitiva con questo popolo che è il Suo popolo e il patto viene sugellato col sangue degli animali, sparso sull’ altare, poi sul popolo. “Io vi do le leggi”, Dio offre, mai obbliga. “Siete disposti ad essere il mio popolo?” “Si” e “a rispettare le miei leggi, il decalogo?” E il popolo in coro risponde di si, riconosce in Lui l’unico vero Dio, ecco l’Arca dell’Alleanza in cui si manifestava Dio per comunicare i Suoi precetti. Quando Mosè entrava nella Tenda dove si trovava l’Arca, tutta la gente vedeva scendere una nuvola su di essa e quando Mosé usciva dal colloquio con Dio il suo volto era splendente. Questo popolo, contrariamente a tutti gli altri popoli, non aveva un re. Il suo re era Dio. Lui aveva dato le leggi, Lui seguiva il suo popolo e lo proteggeva. Ha distrutto dei popoli per fare spazio a loro. Quando sono entrati nella terra promessa, Giosuè ha rinnovato il patto, l’Alleanza, l’Alleanza Antica. Spesso però il popolo era infedele, si dava all’idolatria, trasgrediva il patto di Alleanza con Dio. Avviene poi che i capi delle tribù si volgono al profeta Samuele e gli dicono: “Vogliamo anche noi avere un re come gli altri popoli.” Samuele capisce l’assurdità di questa richiesta e in lacrime si rivolge a Dio e Dio gli dice: “Non hanno rigettato te, ma Me che li ho sempre guidati. Accontentali” e così fu eletto re Saul, poi Davide e una lunga dinastia di re molti dei quali trasgrediscono i comandamenti di Dio. Poi il regno si divide: c’è il regno di Giuda e il regno di Israele. Si arriva a Gesù che nasce dalla vergine Maria, sposa di Giuseppe. Ogni volta che Matteo e Luca nominano Giuseppe, precisano sempre “della casa di Davide” perché grazie al matrimonio tra Giuseppe e Maria, Gesù è discendente di Davide. Se Gesù è nato a Betlemme è perché Giuseppe era discendente di Davide. Anche durante la vita pubblica Gesù viene chiamato “Figlio di Davide.” Giuseppe ha dato a Gesù il casato di Davide per cui egli è padre davidico di Gesù. Nel passato gli Ebrei venivano chiamati “perfidi giudei” perché rei di aver ucciso Gesù. In realtà non è giusto incolpare gli Ebrei di oggi di aver ucciso 2000 anni fa Gesù Cristo! Cosa è cambiato allora? L’Alleanza con Dio. Non c’è più l’Antica Alleanza e con Gesù è cominciata la Nuova Alleanza: ”Il Mio sangue sparso per voi per l’Alleanza eterna e per la remissione dei peccati.” Il nuovo popolo è formato dalla Chiesa, da quanti credono in Gesù. Questa è la Nuova Alleanza, subentrata all’Antica. Qual è allora la situazione odierna del popolo ebraico? Continua la benedizione di Dio su di essi? Si, certo, Dio non viene meno alle Sue promesse. Quando si convertiranno gli Ebrei? San Paolo ci dice: “…quando il Vangelo sarà stato predicato a tutte le genti” allora anche il popolo ebraico riconoscerà Gesù Cristo come il Messia, il Salvatore.
 
Domanda: Come facciamo a capire se una persona, che dice di ricevere dei segni da Dio, è veritiera?
Don Amorth: Si capisce che una persona ha dei carismi da parte di Dio se è umile, è persona di preghiera, ama il nascondimento, osserva i dieci comandamenti, va a Messa.

Domanda: E’ vero che Satana è riuscito a nascere in un corpo umano e sarebbe morto in tenera età? Che avrebbe continuato a reincarnarsi fin tanto che non fosse riuscito a diventare adulto?
Don Amorth: No, è una storiella. Satana è un angelo, puro spirito che si è ribellato a Dio. Quello che sarà l’Anticristo è un uomo che cede alle suggestioni di Satana.

Domanda: Carissimo padre Amorth è possibile che mia suocera possa avermi fatto qualcosa di malefico? Sono due anni che ho un tumore e non riesco a guarire, passa da una parte all’altra del mio corpo.
Don Amorth: Come possiamo accusare una persona di averci fatto un maleficio? E’ una cosa estremamente difficile tanto che io suggerisco a coloro che hanno disturbi di carattere malefico di perdonare, senza sospettare nessuno in particolare, perdonare di cuore chiunque ti abbia fatto del male. Anche in questo caso perdonare chiunque abbia fatto del male a te. Oggi i tumori ci sono e spesso avvengono senza malifici.

Domanda: Carissimo don Amorth vorrei chiedere il suo parere riguardo a una ragazza, che qualche anno fa si era fidanzata con un bravo ragazzo. Ad un certo punto arriva un’altra ragazza che si innamora di questo ragazzo e, decisa a tutto, riesce nel suo piano. Mi hanno detto che questa ragazza ha fatto due fatture perché essa non si sposasse e il suo fidanzato si innamorasse di lei.
Don Amorth: Purtroppo è un caso che qualche volta avviene, ma andiamo piano ad accusare. Spesso mi hanno raccontato di amiche che hanno rubato il fidanzato, ma non sono malefici questi. So di una ragazza che veramente ha fatto un maleficio contro il ragazzo della sua amica perché si separassero e lui si innamorasse di lei e la sposasse. E’ stato un matrimonio infelicissimo. Quest’uomo non lasciava la moglie, ma aveva sempre l’impressione di essere forzato di amarla. Non l’ha mai amata. Sono casi che possono capitare, ma rari.

Domanda: Il malocchio è riconducibile a cause naturali? In qualche caso è segno del maligno?
Don Amorth: Il malocchio è una forma di maleficio, però intendiamoci: non è che se uno mi guarda storto mi fa il malocchio.

Domanda: Una guarigione improvvisa, cioè un miracolo è possibile che un domani la scienza la spieghi?
Don Amorth: In un libro intitolato “El milagro”, scritto da Vittorio Messori, si parla di un miracolo avvenuto in Spagna. Un giovane a cui è stata amputata una gamba, dopo quasi due anni, per la sua fede (pregava molto intensamente e si ungeva il moncherino con l’olio della lampada del Santuario della Vergine del Pilar) di colpo ha riavuto la sua gamba. Numerose sono le testimonianze raccolte sia dai laici (notai, rappresentanti dello stato) sia dal Vescovo, che fece un’indagine scrupolosa surrogata da prove certe. Un miracolo certissimo e non si venga a dire che Dio non può ridare la gamba a chi l’ha persa. Questo miracolo è avvenuto davvero. La scienza per ottenere un risultato strabiliante dovrà sempre usare i suoi mezzi, operazioni, medicine…. Non avverrà mai che un medico guarisca un cieco nato dicendo “lo voglio, sii guarito.”

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Domande e risposte, novembre 2011ultima modifica: 2011-12-21T06:43:00+00:00da dio_amore

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