RELAZIONE DI DON AMORTH DEL 31 MARZO 2012

“Cari figli, desidero darvi la mia benedizione materna e invitarvi alla preghiera. Che la preghiera diventi per voi bisogno, affinché ogni giorno cresciate di più nella santità. Lavorate di più sulla vostra conversione perchè siete lontani figlioli! Grazie per aver risposto alla mia chiamata”.

I punti di questo messaggio sono chiarissimi e sono due: preghiera e conversione. Bisogna arrivare a sentire la preghiera come un bisogno; ci vuole allenamento. Prima di tutto la preghiera è parlare con una persona che può essere Gesù, Maria. Se non c’è un contatto personale sono solo parole al vento. Un tale mi diceva che cominciava il rosario per poi arrivare alla fine senza essersene accorto, per virtù dello Spirito Santo. Non penso proprio, ma arrivava alla fine per le sue distrazioni. Per pregare bisogna essere allenati al silenzio, bisogna imparare a fare silenzio. Pensare al Signore anche senza dire niente e poi tutti i tentativi che facciamo sono buoni, ma fino a che non arriviamo a far sì che la preghiera sia un bisogno, vuol dire che dobbiamo ancora camminare.
E ora passiamo al secondo punto su cui desidero fermarmi di più: la conversione. Qui la Madonna usa una parola molto forte “Lavorate di più sulla vostra conversione perchè siete lontani, figlioli!” Siamo tutti lontani dalla nostra conversione. Tutti i nostri incontri mensili hanno lo scopo di renderci più disponibili a fare la volontà di Dio attraverso l’ascolto della Sua Parola, la preghiera e soprattutto guidati da Maria Santissima e dai suoi messaggi.
Gesù, iniziando la sua missione pubblica, dice: “Il tempo è compiuto, il Regno di Dio è vicino, convertitevi e credete al Vangelo.” Anche San Paolo ci richiama alla conversione: “E’ questo il tempo della salvezza e Gesù è la via per raggiungerla. Sta a voi decidere per quale via camminare, ma alla fine ognuno raccoglierà i frutti che semina.” L’evangelista Luca: “Non si raccolgono fichi dalle spine nè si vendemmia uva da un rovo” e di nuovo San Paolo ai Galati: “Chi semina  nella sua carne (cioè pensando solo alle cose della terra), raccoglierà corruzione.” Ci sono preoccupazioni nella vita quotidiana, ma non devono farci dimenticare il fine, lo scopo stesso della vita. “Chi semina nello Spirito, dallo Spirito raccoglierà vita eterna” dice San Paolo, che continua “Ecco il giorno favorevole, ecco il giorno della salvezza”, pensando alla conversione. S. Agostino è stato lento a convertirsi: infatti pur avendo capito di dover cambiare, cercava di prendere tempo, ma poi ha sentito che doveva decidersi subito, altrimenti non si sarebbe più convertito. La sua decisione, conseguente, istantanea, lo ha portato a divenire il grande santo che noi conosciamo. Non si può vivere nel sonno, nella tiepidezza, nella trascuratezza. Ancora San Paolo: “E’ ormai tempo di svegliarvi dal sonno, perché la nostra salvezza è più vicina ora di quando diventammo credenti.” Ogni mattina, appena sveglio, mi viene spontaneo dire: “Signore, sono più vicino a Te,” un passettino alla volta. Lo sa Lui quanto durerà. Riconoscere e accogliere il tempo di Dio significa convertirsi e credere. Gesù invita alla conversione con queste parole: “Convertitevi e credete.” Bisogna prima convertirsi, cioè essere disposti a cambiare vita, a migliorarsi, altrimenti è impossibile credere. Ecco perché viviamo in un mondo ateo, perché non si è disposti a cambiare vita, ad accettare i dieci comandamenti. Nel prologo di Giovanni leggiamo: “In Lui era la vita e la vita era la luce degli uomini, la Luce splende nelle tenebre, ma le tenebre non l’hanno accolta.”  Gv. 1, 4-5.
Perché gli uomini non arrivano alla fede? Perché le loro opere sono malvagie. Se uno non vuol cambiare, non cambia. In ventisei anni che sono stato da Padre Pio, quando era vivo, ho visto tante persone a cui lui non dava l’assoluzione (se n’è contato un terzo) perché non vedeva la loro conversione, il desiderio di cambiare vita. Se uno si confessa che vive con una donna che non è sua moglie, deve lasciarla! Padre Pio, che vedeva il vero stato d’animo di chi si confessava, certe volte non assolveva; vedeva veramente perché era un santo. Ho visto varie volte persone inginocchiate al confessionale che venivano cacciate da padre Pio senza che aprissero bocca. “Vattene via!”  Aveva doni speciali. Ecco perché se uno non si converte, la fede crolla oppure non arriva mai a credere! Vedete oggi come i comandamenti di Dio sono continuamente calpestati e sembra che il mondo cattolico sia fatto di gente timida, paurosa, silenziosa. Ultimamente mi sono scandalizzato che in Italia c’è stata una sentenza della Cassazione che ha approvato i matrimoni gay. Badate, non ci sono state proteste! Radio Maria qualcosa ha detto, ma ‘i pezzi grossi’, no! Penso alle rivelazioni di Fatima: il crollo della fede comincerà dai vertici. Vedo questo grandissimo papa, così solo! La conversione è una parola che forse ci dice poco, perché tante volte l’abbiamo sentita ripetere e usare a proposito e a sproposito anche da noi. A furia di usarla con superficialità l’abbiamo svestita del suo valore, impoverita a tal punto che non ci sorprende, non ci scuote più. Siamo portati a pensare che se qualcuno si deve convertire, non siamo noi, ma sono gli altri. Facciamo bene a pregare per la conversione degli altri, perché Maria a Fatima ha detto che tante anime vanno all’Inferno perché non c’è nessuno che preghi e si sacrifichi per loro, ma non significa che io non abbia bisogno di preghiere per convertirmi. Spesso il nostro cristianesimo è  cupo, pauroso, non ha capito Gesù che ci chiede di essere suoi testimoni, apertamente, in modo coraggioso. Chi avrà reso testimonianza di Me davanti agli uomini…. Anche San Paolo ci esorta: Predicate Cristo quando è opportuno e quando non lo è… Sempre! E’ molto chiaro come dobbiamo comportarci, ma siamo però cristiani nascosti che tacciono. In questo modo passano i matrimoni gay, l’eutanasia, tutto, tanto i cristiani subiscono e tacciono. Non è questo quello che Gesù vuole. Ci sentiamo persone su cui non c’è da dire nulla, ma non è così. Il Vangelo ci dice di amare come Lui ci ha amati. Ci dobbiamo saper guardare intorno. Riconosciamoci peccatori per convertirci, prendiamo di mira il nostro vizio pricipale. San Francesco di Sales aveva capito che il suo difetto principale era l’impulsività. Ci dice che lo ha preso di mira, lo ha combattuto ed era diventato l’uomo più mite del mondo, ma per vincere questo difetto ha impiegato venti anni. Questo vuol dire che i nostri difetti dobbiamo saperli combattere con pazienza, con prontezza. Qual è il punto d’arrivo? Il punto d’arrivo della conversione, ci viene detto in modo chiaro dalla Bibbia, Antico Testamento, Levitico: “Siate santi perchè Io sono santo.” La santità! Come Padre Pio? Come San Francesco d’Assisi? No, il Vangelo non si accontenta di questo e Gesù ci dice: “Siate santi come il vostro Padre celeste”.  A questo punto per arrivare a quella meta, Gesù ci indica un cammino che io devo percorrere sapendo che il cammino che ho fatto è ancora poco in paragone a quello che devo ancora fare. Mai essere contenti di noi stessi, perché convertirsi è un cambiare noi stessi radicalmente. “Laceratevi il cuore e non le vesti” si deve manifestare anche nelle opere esterne; devo convertirmi dentro e fuori, cuore e condotta. San Francesco d’Assisi si è convertito a venticinque anni; è sempre stato malato, è morto dopo venti anni predicando e convertendo tante anime. La conversione, dice San Paolo, è “Partecipazione al mistero pasquale di Cristo”, è un morire e risorgere per Lui, cioè morire alle passioni, è “spogliarsi dell’uomo vecchio, delle sue azioni e vestirsi dell’uomo nuovo, saper essere diversi, cioè migliori, rispetto a ciò che eravamo.”  “Risorgere con Cristo è vivere da risorti” perchè, continua ancora San Paolo, “la nostra vita sia nascosta con Cristo e in Dio.” Convertirsi è “possedere sentimenti di misericordia, di bontà, di pazienza, sopportandoci a vicenda.” Quando ci facevano l’elenco delle opere di carità ci dicevano che quella che veniva nominata per ultima “sopportare pazientemente le persone moleste” era l’opera di carità più difficile, specie se la persona ce l’hai in casa oppure come compagno del lavoro e non puoi scansarlo perché o lo sopporti o non sei cristiano. Sopportarci e perdonarci vicendevolmente è fondamentale per sostenere la carità. Ogni giorno dobbiamo confrontarci con la vita di Gesù che ci ha dato esempi preziosissimi. E’ Dio che si è fatto Uomo per farci vedere come noi, persone umane, dobbiamo e possiamo vivere per somigliare a Lui. E’ il modello! Il mio fondatore diceva che quando si apre la Bibbia si deve stare in ginocchio perché non è un libro qualunque, ma Parola di Dio, libro sacro, che durante la liturgia viene incensato, baciato e trattato come l’Eucaristia. Non basta riconoscere il proprio peccato, bisogna pentirsi, confessare le proprie miserie e camminare. Il mio fondatore diceva “Un passetto ogni giorno, migliorare ogni giorno un po’” e uno dei suoi primi ragazzi, a 12-13 anni aveva preso questo come scopo della sua vita “migliorare ogni giorno un po’.”  E’ servo di Dio, è introdotta la causa di beatificazione. Ricordiamoci allora le parole della Madonna che ci invita a lavorare di più sulla nostra conversione perché siamo lontani e Lei ce lo dice con molta chiarezza: “Dobbiamo impegnarci sul serio”.

Don Gabriele Amorth

Domanda: Chi sono i rabdomanti? Ci si può fidare di loro per la ricerca dell’acqua?
Don Amorth: Si, è un dono naturale, non ha niente di carismatico o diabolico, è un dono che alcuni hanno. Un nostro sacerdote ad Albano ha individuato, con questo dono, la presenza di acqua entro i confini del nostro istituto.

Domanda: Il fatto di non trovare esorcisti validi spinge ad andare dai maghi? E’ peccato? E se si viene  guariti?
Don Amorth: Molte volte non trovare esorcisti validi dipende da chi vuole per forza avere  un demonio e non ce l’ha. Normalmente bastano i mezzi di grazia e Gesù li indica agli apostoli: fede, preghiera e digiuno. Ci si può liberare da soli. E’ peccato andare dai maghi perché si va dal demonio. E se guariscono bisogna vedere quanto dura la guarigione perché in genere il mago, legato al demonio, può dare una guarigione che può durare qualche anno, ma poi torna il male peggio di prima. Quando si ritorna dal mago, quest’ultimo chiede il triplo dei soldi. I maghi sanno farsi i clienti. E’ logico che andando dal demonio non si riceve mai del bene.

Domanda: E’ peccato andare dai cartomanti? Ci sono andata qualche volta per pura curiosità, per sapere che cosa mi avrebbe detto.
Don Amorth: Vi dico subito che andarci per curiosità non è una cosa buona, è una venialità, una curiosità, però ci possono essere dei rischi per cui non ci si deve attaccare.

Domanda: Può indicare quale preghiera dire per consacrare una persona o i propri figli al Cuore Immacolato di Maria?
Don Amorth: Tante volte mi è stata posta questa domanda, uno se la inventa lì per lì. Tutte le preghiere sono buone. Ci sono tante immaginette con diverse preghiere di consacrazione alla Madonna, ci sono tanti libretti. Uno si mette davanti alla Madonna e dice: “Cuore Immacolato di Maria lo consacro a te”. Ad una donna è nato un bambino e dinanzi ad un’immagine di Maria può dire: “Madonna cara, consacro a te il mio bambino.” Che ci vuole? Non c’è bisogno di grande formule, ma bisogna fare la consacrazione con il cuore e aiutare il bimbo a crescere da consacrato a Maria, così anche se facciamo la consacrazione per noi stessi dobbiamo vivere poi da consacrati a Maria.

Domanda: Quali sono i principali ostacoli che incontra un esorcista?
Don Amorth: Scarsa collaborazione del paziente: “Padre mi liberi.”  “No, sei tu figliolo che ti liberi, con tanta conversione, preghiera, perseveranza e pazienza, perché ci vuole tempo.” Un ostacolo è la mancanza di perdono verso chi ti ha fatto il maleficio; bisogna inoltre cambiare vita se vive in stato di peccato. Spezzare amicizie pericolose, bisogna vivere in grazia di Dio,  eliminare i vizi radicati, come per esempio il gioco, l’alcool, la droga, il sesso, ecc.

Domanda: Un esorcista si può sbagliare? Ho portato uno stretto parente da un esorcista e non gli ha trovato niente, ma il suo comportamento fa supporre di avere una presenza malefica.
Don Amorth: Certamente un esorcista può sbagliare. Ci sono anche grazie speciali che il Signore dà.  Alcuni sono stati da esorcisti e non hanno ottenuto nulla, poi sono venuti da me e sono guariti. Ho avuto molti casi che sono venuti da me e non hanno ottenuto nulla, ad andare da un altro hanno ottenuto vantaggio. E’ il Signore che libera servendosi di chi vuole.

Domanda: Si può fare un esorcismo ad una persona lontana a sua insaputa?
Don Amorth: Normalmente no, perché la persona deve pregare, vivere in grazia di Dio, ma di per sè è possibile. Un esempio ce lo dà Gesù quando libera la figlia di quella donna siro-fenicia (è l’unico caso in cui Gesù sembra sgarbato con una donna): “Non bisogna dare le briciole ai cagnolini” e lei risponde: “Anche i cagnolini vanno a prendere le briciole che cadono dal tavolo” e Gesù la premia subito: “Donna grande è la tua fede. Tua figlia è guarita”. E così è!  E’ una liberazione a distanza. Una cosa che noi esorcisti facciamo in genere con chi abbiamo già esorcizzato e conosciamo, lo si può fare per telefono. Sono efficaci. Una volta esorcizzai una persona per telefono che era a Torino e lo raccontai a padre Candido e lui mi disse: “E io stanotte l’ho fatto ad una persona degli Stati Uniti.” Teneva il telefono acceso tutte le notti perché la gente non si rendeva conto del fuso orario e lo chiamavano anche di notte. Sempre disponibile.
Sia lodato Gesù Cristo!

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RELAZIONE DI DON AMORTH DEL 31 MARZO 2012ultima modifica: 2012-04-22T06:48:00+00:00da dio_amore

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